Pubblicato il Ottobre 26, 2020

Divieto di ingresso per gli accompagnatori delle partorienti

Visto l’aggravarsi della situazione sanitaria e a seguito della nuova normativa nazionale e regionale, con grande rammarico è inibita la presenza dell’accompagnatore delle partorienti in sala parto e in reparto, così da tutelare sia le pazienti che gli operatori.

L’impegno dell’Ente Miulli è quello di consentire nuovamente l’accesso appena le condizioni sanitarie permetteranno di farlo in piena sicurezza.

Il nostro Ente è nelle sue radici rivolto ad una particolare attenzione verso l’umanizzazione delle cure, per cui la decisione in oggetto è stata molto sofferta, ma al momento necessaria per le seguenti motivazioni:

• Nell’ultima settimana abbiamo registrato un incremento degli accessi in Pronto Soccorso Ostetrico e contestualmente un incremento importante nella popolazione del numero di Covid+. In aggiunta, su urgente richiesta da parte della Regione l’Ente ha dovuto, ancora una volta e in maniera repentina, riorganizzare il proprio assetto per garantire cure ai pazienti Covid esuberanti rispetto ai posti programmati nelle AASSLL e contestualmente mantenere in sicurezza i trattamenti degli altri pazienti (molti dei quali improcrastinabili, come i chirurgici, gli oncologici, ma anche dell’ambito ostetrico-ginecologico).

• Le nostre risorse umane, nel caso specifico ginecologi, ostetriche, infermiere, ausiliari e soprattutto anestesisti sono rimaste invariate, tuttavia i nostri protocolli di sicurezza – per il suddetto recente incremento dei casi positivi – rischiano di portare alla chiusura di interi servizi assistenziali.

• La strategia del tampone eseguito all’ingresso in Pronto Soccorso Ostetrico è sicura, ma esiste un tempo di latenza di circa 5 ore (che purtroppo sta aumentando proprio per il suddetto incremento dei contagi) durante il quale la presenza dell’accompagnatore in area “grigia” può raddoppiare il rischio di contagio umano ed ambientale. Purtroppo, va anche detto che non tutti gli accompagnatori hanno dimostrato il senso civico di mantenere la mascherina durante questo periodo di attesa in sala travaglio/parto.

Per i suddetti motivi, proprio al fine di garantire cure adeguate e sicure ai pazienti, almeno in questa fase, siamo costretti a permettere l’ingresso in Ospedale solo a chi necessita di assistenza sanitaria.