10 dicembre: Corso "I supporti non invasivi respiratori nella pratica clinica"
Mercoledì 10 dicembre, dalle ore 14.00 alle ore 17.30 nella Sala Convegni dell’Ospedale Miulli, si terrà l’incontro dal titolo “Supporti non invasivi respiratori nella pratica clinica”, rivolto a medici, infermieri e fisioterapisti. Responsabile Scientifico è la Prof.ssa Paola Pierucci, mentre la faculty presenta il Dott. Domenico Argentiero, Direttore UOC Pronto Soccorso del Miulli, la Prof.ssa Patrizia Supressa, Direttore dell’UOC di Medicina Interna del Miulli e il Dott. Francesco Mastroianni, Direttore dell’UOC di Geriatria del Miulli
L’evento, accreditato con 4 crediti ECM, affronta un tema di particolare rilevanza clinica: l’insufficienza respiratoria, che è sempre più frequente nei reparti clinici, complice l’aumento dell’età media della popolazione e della prevalenza delle patologie respiratorie croniche. Per questo motivo è fondamentale riconoscere tempestivamente la condizione e conoscere in maniera approfondita le principali tecniche di supporto respiratorio non invasivo, quali ossigenoterapia a bassi e alti flussi, HFNC, CPAP e NIV. Un utilizzo appropriato di tali strumenti consente infatti di stabilizzare precocemente il paziente, ridurre complicanze e tempi di degenza, e ottimizzare la gestione clinica complessiva.
La bronchite cronica e la BPCO rappresentano oggi la terza causa di morte a livello mondiale, mentre il tumore del polmone è stabilmente al primo posto. Queste patologie, sommate ai fenomeni connessi all’invecchiamento globale, rendono sempre più probabile che un numero crescente di pazienti giunga ai servizi sanitari, e in particolare in Pronto Soccorso, con segni di insufficienza respiratoria acuta o cronica riacutizzata.
In tale scenario, il rafforzamento del network professionale e la multidisciplinarietà assumono un ruolo chiave. L’interazione continua tra Pronto Soccorso, medicina interna, geriatria, pneumologia permette non solo una gestione più efficiente dei casi complessi, ma anche un migliore coordinamento diagnostico-terapeutico. Solo attraverso una collaborazione strutturata e condivisa è possibile garantire un approccio tempestivo ed efficace a pazienti così vulnerabili, migliorando gli esiti clinici e ottimizzando l’impiego delle risorse sanitarie.

